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Un punteggio, e sotto i motivi
Controlli su ambiente, database, plugin e sicurezza, riassunti in un punteggio su cento e spiegati uno per uno. Sotto, i grafici del tempo di caricamento del sito e dell'andamento del punteggio, giorno per giorno.Se un plugin rallenta il sito o contatta server esterni, qui si vede con il nome e i numeri.
Controllare le prestazioni di WordPress
Si parte da cento: ogni problema critico toglie quindici punti, ogni avviso sei. Le voci informative non tolgono nulla. Ogni riga dice cosa è stato trovato e cosa fare, quindi il numero è sempre scomponibile nei suoi motivi.
Attivando la profilazione delle query, il tempo speso sul database viene attribuito a ogni singolo plugin: millisecondi per richiesta, query medie per richiesta e totale. Il campionamento avviene solo sul sito pubblico e la funzione è pensata per essere accesa per un periodo e poi spenta.
Il monitor delle connessioni in uscita registra quali server esterni contatta ciascun plugin. Può essere del tutto normale — licenze, aggiornamenti — oppure tracciamento indesiderato: il modulo lo mostra e lascia il giudizio a te.
Dopo ogni aggiornamento il tempo medio di generazione delle pagine viene confrontato con quello precedente: se è peggiorato in modo sensibile, compare un avviso che dice di quanto e dopo quale aggiornamento.
Ci sono delle limitazioni: tempo di CPU, memoria e PID per singolo plugin non vengono mostrati perché dall'interno di WordPress non sono misurabili. Il tempo speso sul database è la fetta che si può misurare davvero, ed è quella che trovi.
La scansione facoltativa interroga la directory di WordPress.org per segnalare i plugin fermi da più di due anni e quelli che dichiarano compatibilità con una versione più vecchia della tua. Con un token WPScan gratuito aggiunge il controllo delle vulnerabilità note, con la versione in cui sono state corrette.
Domande frequenti su quale plugin rallenta WordPress e sul punteggio di salute WordPress
Cinque risposte su come si misura, cosa non è misurabile e quanto costa misurare.
Attivando la profilazione delle query, il tempo speso sul database viene attribuito a ogni singolo plugin: millisecondi per richiesta, query medie per richiesta e totale. Non è una stima ricavata dal peso dei file o dal numero di hook, è il tempo che quel plugin ha effettivamente consumato sul tuo database.
Il campionamento avviene solo sul sito pubblico ed è pensato per essere acceso per qualche giorno e poi spento. Dopo ogni aggiornamento, inoltre, il tempo medio di generazione delle pagine viene confrontato con il periodo precedente: se peggiora in modo sensibile compare un avviso che dice di quanto e dopo quale aggiornamento.
Perché dall’interno di WordPress non sono misurabili in modo attendibile. PHP esegue tutto in un unico processo: non esiste un modo affidabile per dire quanta CPU o quanta memoria abbia consumato una singola porzione di codice mentre gira insieme a tutte le altre.
Chi mostra quei numeri li sta stimando, e una stima presentata come misura è peggio di un dato assente. Preferiamo darti quattro numeri veri — tempo di database, query, hook registrati, connessioni in uscita — che sei numeri di cui tre inventati.
Si parte da cento: ogni problema critico toglie quindici punti, ogni avviso sei, le voci informative non tolgono nulla. Ogni riga dice cosa è stato trovato e cosa fare, quindi il numero è sempre scomponibile nei suoi motivi: non è un voto opaco che devi accettare sulla fiducia.
I controlli coprono versione di PHP, HTTPS in bacheca, errori visibili ai visitatori, editor dei file attivo, peso delle opzioni in autoload, cache a oggetti, aggiornamenti in attesa, registrazione aperta con ruolo amministratore, account amministratore creati di recente e stato del database. Il punteggio viene fotografato una volta al giorno, così vedi se stai migliorando.
Sono complementari, e non c’è ragione di sostituire quella del core. La schermata Salute del sito di WordPress segnala versione di PHP, aggiornamenti mancanti e problemi di configurazione: fa bene il suo mestiere, ma fotografa il presente.
Qui trovi le cose che quella non fa: attribuire i tempi ai singoli plugin, conservare uno storico di trenta e settanta giorni, disegnare l’andamento del punteggio, e mostrare quali server esterni contatta ciascun plugin.
La misura campiona una richiesta su cinque e conserva solo l’aggregato giornaliero degli ultimi settanta giorni: non c’è una tabella che cresce a ogni visita. La curva settimanale che vedi nel grafico è una media mobile a sette giorni, così una giornata storta non sembra una tendenza.
I grafici sono SVG generati dal server: nessuna libreria JavaScript da scaricare, nessuna chiamata verso l’esterno per disegnarli, e funzionano anche con policy di sicurezza restrittive e in modalità scura.