A WordPress admin plugin to Customize and secure your WordPress dashboard
Proponi una funzione
Molte delle cose che trovi oggi nella suite sono nate da una segnalazione di chi la usa tutti i giorni. Raccontaci il problema che stai cercando di risolvere: leggiamo tutto, e rispondiamo se ci lasci un indirizzo.
Domande frequenti
Cosa succede dopo che premi invio, e cosa possiamo davvero prometterti.
La leggiamo tutte, una per una. Ognuna finisce in un elenco insieme alle altre proposte sullo stesso tema: se cinque persone chiedono la stessa cosa con parole diverse, è quel raggruppamento a farcelo notare.
Se hai lasciato un indirizzo email ti scriviamo per dirti in che direzione stiamo andando, anche quando la direzione è "non adesso".
No, e preferiamo dirlo qui invece di lasciartelo capire dal silenzio. Un pannello di amministrazione peggiora ogni volta che gli si aggiunge un'opzione che serve a poche persone: la funzione in più la paga in complessità chi non la userà mai.
Le proposte che hanno più probabilità di essere accolte sono quelle che risolvono un problema ricorrente, che si integrano con un modulo già esistente e che non richiedono all'utente di configurare nulla per funzionare.
Trovi le richieste ricevute e il loro stato in {{link o pagina dello stato delle richieste}}. Se la tua c'è già, scrivicelo lo stesso: un secondo messaggio sullo stesso tema non è un doppione inutile, è il segnale che quella cosa serve a più di una persona.
Certo, ed è tra le proposte più utili che riceviamo, perché spesso segnala un conflitto prima che diventi una segnalazione di problema.
Scrivi il nome esatto del plugin, la versione e cosa vorresti che succedesse quando i due lavorano insieme. Se il plugin è a pagamento, dillo: cambia il modo in cui possiamo provarlo.
No. L'email è facoltativa e serve solo a risponderti: senza, la proposta la leggiamo comunque, semplicemente non sapremo dove scriverti.
Se la lasci, la usiamo solo per questa conversazione. Non finisce in nessuna lista di invii e puoi chiederne la cancellazione quando vuoi. I dettagli sono nella privacy policy.
In programma
Queste sono le direzioni che stiamo seguendo. Non sono promesse con una data: le mettiamo qui perché tu possa dirci quale ti serve per prima, e perché sapere cosa arriverà conta quando si sceglie uno strumento da tenere per anni.
Il plugin raccoglie già i dati giusti: punteggio di salute con i suoi motivi, registro delle attività, errori di invio delle email. Quello che manca è tradurli in una frase utile - cosa fare per primo, cosa significa un errore SMTP, cosa è successo su questo sito questa settimana.
La chiave è la tua. Scegli il fornitore che già usi e inserisci le tue credenziali: le richieste partono dal tuo sito verso il tuo abbonamento, senza passare dai nostri server. Senza chiave, queste funzioni semplicemente non ci sono - non ti verrà chiesto di comprare nulla da noi.
Ogni volta che salvi una pagina, WordPress ne conserva una copia. Su un sito con qualche anno di vita quelle copie diventano spesso la voce più pesante del database, e nessuno le guarda mai.
Vogliamo aggiungerle agli strumenti database che già ci sono: quante sono, quanto spazio occupano, e la possibilità di tenerne un numero fisso per contenuto invece di cancellarle tutte. Con l'anteprima di cosa verrebbe rimosso prima di rimuoverlo, come per il cerca-e-sostituisci.
WordPress.org pubblica le somme di controllo ufficiali di ogni versione. Confrontarle con i file sul tuo server dice in pochi secondi se qualcuno ha modificato il core: è il modo più diretto per accorgersi di codice iniettato, perché non cerca schemi sospetti ma differenze rispetto all’originale.
Vogliamo estenderlo anche a plugin e temi presi dalla directory, che hanno lo stesso tipo di riferimento pubblico.
Un wp-config.php leggibile da tutti, o una cartella degli upload scrivibile dove non serve, sono difetti silenziosi: nessuno se ne accorge finché non vengono usati. Il controllo confronta i permessi reali con quelli consigliati e segnala solo ciò che si discosta.
Con una distinzione che conta: cosa puoi correggere da solo e cosa dipende dalla configurazione del tuo hosting.
Un campo invisibile nel modulo di accesso, che un essere umano non vede e un programma automatico compila. Chi lo riempie si è appena identificato come bot, e viene fermato senza che tu debba mettere un captcha davanti a tutti gli altri.
Insieme a un indirizzo di amministrazione fittizio: chi lo cerca non sta amministrando il tuo sito, lo sta sondando, e finisce direttamente nel registro degli indirizzi sospetti.
Tor non è di per sé una minaccia: è anche lo strumento di chi ha ragioni legittime per non farsi identificare. Ma un tentativo di accesso alla tua bacheca che arriva da un nodo di uscita Tor merita un occhio diverso da uno che arriva dal tuo ufficio.
L’elenco dei nodi di uscita è pubblico e aggiornato. L’idea è segnalarli nel registro attività, e lasciare a te se limitarli o soltanto saperlo.
Manca qualcosa che ti serve? Scrivicelo. Le funzioni che trovi oggi nel plugin sono nate quasi tutte da un problema concreto di chi lo usa, non da un elenco scritto a tavolino.