free version of deskmode

Versione Gratuita di Deskmode Online sul repository di WordPress




Versione Gratuita di Deskmode


Versione Gratuita di Deskmode è online su WordPress

Da oggi la versione gratuita di Deskmode si installa direttamente dalla bacheca di WordPress: si cerca Deskmode Suite in Plugin → Aggiungi nuovo, si preme installa, e basta. Nessun file da scaricare, nessun account da creare, e gli aggiornamenti arrivano da soli come per ogni altro plugin della directory.

wordpress.org/plugins/deskmode-suite

Cosa contiene

Il tema della bacheca con tre accenti, la modalità scura, il menu personalizzabile con voci da nascondere e riordinare, il registro delle attività con indirizzo IP e nazione su ogni evento, la schermata di salute del sito, gli strumenti di rete — WHOIS, record DNS, scadenza del certificato — e la modalità manutenzione con la pagina di cortesia.

Non è una prova a tempo. Non scade, non chiede una chiave dopo trenta giorni, non spegne funzioni per convincerti a passare alla versione a pagamento. È un plugin completo, semplicemente più piccolo di quello che vendiamo.

Cosa manca rispetto alla Pro

Nella gratuita non ci sono l’autenticazione a due fattori, il filtro per nazione sul login, la reputazione IP condivisa, i backup su S3 o FTP, il registro delle email, il gestore dei 404, i dodici accenti e il marchio bianco con logo e piè di pagina personalizzati.

Sono le funzioni che servono a chi gestisce siti per conto di clienti. Se ti bastano tema, menu e registro attività, la gratuita è tutto quello che ti serve — e resterà tale.

Due settimane di revisione

La directory di WordPress.org non pubblica quello che le arriva: ogni plugin passa da una revisione che guarda il codice riga per riga. Nel nostro caso sono serviti sette giri, e alcune richieste ci hanno fatto cambiare cose che credevamo a posto.

Il campo per il CSS personalizzato, per esempio, è stato rimosso: la directory non ammette che un plugin salvi codice arbitrario, perché WordPress ha già il proprio editor. L’importazione delle impostazioni ora passa dalla stessa sanificazione del modulo, e ogni frammento di marcatura generato dal plugin viene filtrato prima di finire in pagina.

Sono correzioni che nessuno vedrà mai usando il plugin, e che rendono più difficile fare danni con un file di configurazione manomesso. Le stesse modifiche sono arrivate anche nella versione Pro.

Se la provi e qualcosa non va, il forum di supporto su WordPress.org è il posto giusto per scriverlo — le risposte restano visibili a chi incontrerà lo stesso problema. E se ti trovi bene, una recensione ci aiuta più di qualsiasi annuncio a pagamento.

Proactive WordPress defence

Difesa proattiva di WordPress: reputazione IP condivisa via API



Difesa proattiva di WordPress: reputazione IP condivisa via API

Quasi tutta la sicurezza di WordPress è reattiva, e per buone ragioni: conta i tentativi falliti, blocca dopo il quinto, avvisa quando è successo qualcosa. Funziona, ma comincia sempre da un attacco già in corso sul tuo sito. Il primo tentativo lo subisci, il decimo pure: solo dopo il sistema reagisce. Nel frattempo, quello stesso indirizzo IP ha già provato duecento password su un altro sito WordPress. Lo sa quel sito, non lo sai tu.

Difesa proattiva di WordPress: reputazione IP condivisa via API

L’informazione esiste già, manca solo la strada per arrivare

Ogni installazione di Deskmode blocca tentativi di accesso e sa da quale indirizzo arrivano. Presi singolarmente quei blocchi dicono poco: un indirizzo, una data, un sito. Messi insieme diventano una cosa che nessun sito da solo può sapere, quali indirizzi stanno attaccando siti WordPress in questo momento.

Da questa versione Deskmode Pro Suite mette in comune quel dato. Una volta al giorno il plugin invia al nostro servizio gli indirizzi che ha bloccato e riceve quelli segnalati dagli altri siti. Nella schermata Sicurezza login compare un elenco con la nazione, quanti siti diversi hanno segnalato quell’indirizzo e quando è successo l’ultima volta, più un grafico dell’andamento degli ultimi sette giorni.

Questo è ciò che intendiamo per proattivo: non un aggettivo, ma un momento spostato più indietro. Se l’informazione arriva prima che l’indirizzo bussi alla tua porta, il primo tentativo non lo subisci affatto.

Perché non blocchiamo automaticamente

La domanda arriva sempre, ed è quella giusta: se sapete che un indirizzo è ostile, perché non lo bloccate e basta?

Perché una segnalazione sbagliata, moltiplicata per tutti i siti che ricevono la lista, diventa un danno serio. Una VPN aziendale, un provider condiviso da centinaia di clienti, l’indirizzo di un ufficio da cui lavorano venti persone: basta che finisca nell’elenco per errore e viene respinto ovunque nello stesso momento. Te ne accorgeresti dalle telefonate.

Gli indirizzi condivisi compaiono quindi in un elenco con un pulsante Blocca accanto a ciascuno, e la decisione resta tua. Anticipare l’informazione è utile; delegare la decisione è un altro paio di maniche.

Una soglia prima di considerare ostile un indirizzo

Un indirizzo entra nella lista condivisa solo dopo che almeno tre siti diversi lo hanno segnalato, entro una finestra di trenta giorni. Ogni sito conta come un voto solo, per quante volte segnali lo stesso indirizzo.

Serve a evitare che un’installazione configurata male, o compromessa, faccia finire nella lista di tutti un indirizzo legittimo. Il prezzo è che la lista si popola più lentamente; il beneficio è che quando un indirizzo compare, ci è arrivato per accordo fra siti indipendenti.

Cosa esce dal tuo sito

Solo gli indirizzi IP che hai già bloccato. Nessun contenuto, nessun dato dei visitatori, nessun nome utente. Il tuo sito viene identificato da un codice a senso unico calcolato sul dominio: il servizio sa quanti siti hanno segnalato un indirizzo, non quali.

E la funzione è spenta di serie. Finché non spunti la casella nella schermata Sicurezza login, non parte nessuna richiesta, come per ogni altra funzione del plugin che contatta l’esterno.

Reciprocità. La lista esiste perché i siti che la usano la alimentano. Chi preferisce non partecipare lascia la casella spenta: tutto il resto del plugin funziona esattamente come prima, e semplicemente non riceve la lista.

Perché una lista specifica per WordPress

I servizi di reputazione generalisti raccolgono segnalazioni da qualunque fonte e per qualunque tipo di attacco: scansioni di porte, invio di posta indesiderata, tentativi contro servizi che non hai nemmeno installato. Sono liste ampie e generiche.

Questa nasce da siti WordPress e da tentativi contro l’accesso di WordPress. Un indirizzo che ha appena provato duecento password su un altro sito è esattamente ciò che ti serve sapere prima che arrivi da te, e non è un’informazione che troveresti in una lista generalista, dove si perde nel rumore.

Per il contesto generale sulla protezione di WordPress, la guida ufficiale all’hardening di WordPress.org resta il riferimento di partenza.

Ip geofencing result

Perchè è necessario bloccare un indirizzo IP in WordPress?

Perché è necessario bloccare un indirizzo IP in WordPress?

Ogni giorno, ogni server con IP pubblico – cioè praticamente tutti – e ogni dominio vengono bersagliati da migliaia di tentativi di accesso al login o ai file nelle cartelle di cui gli attaccanti conoscono bug e falle da sfruttare per prendere possesso di siti o di interi sistemi.

Se non sei un amministratore di sistema, o non installi un plugin che tiene traccia del traffico in ingresso sulle pagine di WordPress, è praticamente impossibile venire a conoscenza del problema.

La maggior parte degli utenti ignora infatti che ogni macchina online è costantemente bersagliata da bot che la pingano, controllano le porte TCP aperte, cercano file con vulnerabilità note e, soprattutto, cercano le pagine di accesso dei siti web.

Bloccare sul nascere questi tentativi è la soluzione migliore per proteggere i propri server e i propri siti.

Deskmode Pro nasce anche per questo: dare un’idea immediata di chi ha tentato di accedere alle tue pagine, e quando.

Escludere dal login chi non ha motivo di arrivarci – o meglio, consentire l’accesso alla pagina di WordPress soltanto dalla nazione in cui risiedono gli amministratori – è il modo più efficace per salvaguardare il proprio sito.

Registrazione degli IP

Registrazione degli IP – Normativa GDPR

Notizie

Registrazione degli IP

L’indirizzo IP è considerato un dato personale se permette di identificare una persona, anche in modo indiretto. La sua registrazione non richiede il consenso dell’utente se rispetta le regole del Garante Privacy e del GDPR.

Salvare l’IP è lecito senza consenso per scopi di sicurezza informatica, come bloccare attacchi o scoprire reati online. Nel caso specifico di WordPress, l’accesso alla bacheca di amministrazione (la dashboard di Admin), è soggetta a numerosi attacchi giornalieri da parte di bot che cercano di penetrare usando le tecniche brute-force. Un normalissimo sito può subire anche migliaia di tentavi di accesso al giorno semplicemente perché gli indirizzi IP vengono scansionati in modo del tutto automatico.

Deskmode Pro Suite
In casi come questo, la registrazione degli indirizzi IP diventa fondamentale per bloccare sul nascere le fonti degli attacchi. Il nostro plugin Deskmode Pro Suite è nato proprio per svolgere questo lavoro: bloccare direttamente i singoli IP attaccanti o intere classi. Inoltre attraverso tecniche di Geofencing è possibile escludere dagli accessi intere nazioni (blacklist) o meglio ancora concedere l’accesso solo alle nazioni dove risiedono i clienti che gestiscono il sito (whitelist).

Dal punto di vista normativo la registrazione degli IP non  deve scaturire nella creazione di registri che possono essere tenuti per sempre, ma solo per il tempo strettamente utile a garantire la sicurezza del sistema o secondo i limiti di legge.

In generale la registrazione degli IP e la loro conservazione ha un periodo standard che varia solitamente da 3 a 6 mesi. Questo tempo è considerato congruo per rilevare minacce sistematiche, analizzare pattern ricorrenti e quindi bloccare gli IP malevoli.

Regitrsazione degli IP

Deskmode main screen

Migliora la dashboard di WordPress



Migliora la dashboard di WordPress

La bacheca di WordPress è la schermata che apri più spesso e quella a cui nessuno ha mai dedicato attenzione. Grigia, disordinata, piena di avvisi di plugin che chiedono una recensione mentre stai cercando il pulsante per pubblicare. Se gestisci un sito, la vedi ogni giorno. Se ne gestisci trenta, la vedi trenta volte al giorno — e ognuna è diversa dalle altre.

Deskmode Pro Suite nasce da lì. Non da un elenco di funzioni pensato a tavolino, ma da una serie di problemi concreti incontrati gestendo siti per altri, e risolti uno alla volta.

Un solo plugin al posto di cinque

Il modo consueto di sistemare la bacheca è impilare plugin monofunzione: uno per il tema, uno per nascondere gli avvisi, uno per il registro delle attività, uno per i backup, uno per la sicurezza del login. Cinque plugin che si sovrappongono, a volte confliggono, e ognuno con il proprio pannello di impostazioni in un posto diverso.

Deskmode li sostituisce con un’installazione sola. Non perché fare tutto sia meglio in linea di principio, ma perché queste cose si parlano fra loro: il registro attività registra i blocchi del login, la schermata di salute usa gli stessi dati, il tema si applica anche alla pagina di accesso. Tenerle separate significa duplicare informazioni e configurazioni.

Cosa cambia davvero, schermata per schermata

La bacheca prende un aspetto. Un tema pulito con dodici accenti, modalità scura vera — non un filtro che inverte i colori, ma un tema che rispetta i pannelli colorati dei plugin di terzi — il tuo logo al posto di quello di WordPress, e il piè di pagina con il nome della tua agenzia invece del ringraziamento predefinito.

Il menu diventa il tuo. Nascondi le voci che non servono, riordinale, limitane la visibilità per ruolo. Un cliente che entra per aggiornare tre pagine non ha bisogno di vedere venti voci che non può usare.

Gli avvisi spariscono. Tutte quelle strisce colorate che i plugin infilano in cima a ogni schermata vengono raccolte in una riga sola, espandibile. Ci sono ancora, ma non ti stanno davanti mentre lavori.

Il login si difende. Autenticazione a due fattori, limite dei tentativi, filtro per nazione, orari consentiti, reCAPTCHA o Turnstile. E un registro che, per ogni evento, ti dice indirizzo IP, nazione, proprietario della rete, utente e momento esatto.

Il sito si racconta. Un punteggio di salute con i motivi in chiaro, un grafico delle prestazioni, l’indicazione di quali plugin rallentano le pagine e quali contattano server esterni. Più i controlli sul database e il cerca-e-sostituisci per le migrazioni, con anteprima obbligatoria prima di scrivere qualcosa.

I backup vanno dove dici tu. Sul tuo spazio S3 o sul tuo FTP, non sui nostri server. Non li vediamo e non li conserviamo.

Quello che non facciamo

Nessuna telemetria, nessuna statistica d’uso, nessuna chiamata a casa nostra. Le funzioni che contattano l’esterno — la geolocalizzazione degli indirizzi, la scansione delle vulnerabilità, la reputazione condivisa — sono tutte spente di serie e dichiarate una per una nella documentazione, con cosa inviano e quando.

Ci sembra il minimo per uno strumento che vive dentro il pannello di amministrazione dei tuoi clienti.

Da chi arriva

Deskmode è fatto da 3WEB, che costruisce e mantiene siti dal 1999. Le funzioni che trovi nel plugin sono nate quasi tutte da un problema incontrato su un sito vero, non da una riunione di prodotto — ed è il motivo per cui alcune sono molto specifiche, e altre che ci si aspetterebbe non ci sono.

C’è anche una versione gratuita, con il tema, la modalità scura, il menu personalizzabile e gli strumenti di rete. Non è una prova a tempo e non scade: è un plugin completo, semplicemente più piccolo.