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Modalità scura WordPress dove serve, utente per utente
Un pulsante sempre a portata di mano commuta l'intera bacheca. La preferenza è di ogni singolo utente e viaggia con l'account: la ritrovi sullo stesso sito da un altro computer, senza riconfigurare niente.Il cambio è immediato, senza ricaricare la pagina.
Come funziona
La modalità scura non è un'impostazione globale che un amministratore impone a tutti: è una preferenza salvata sul profilo di ciascun utente. Chi lavora di notte la tiene accesa, chi sta in un ufficio luminoso no, e nessuno dei due disturba l'altro.
La modalità scura si disattiva da sola in due posti, e questa è una scelta consapevole:
Esiste anche una classe con cui escludere schermate specifiche, se un plugin che usi si comporta come Elementor.
Domande frequenti sulla modalità scura WordPress
Cinque risposte su chi decide, cosa viene coperto e dove la modalità scura si tira indietro di proposito.
Solo per te. È una preferenza salvata sul tuo profilo utente, non un’impostazione del sito: chi lavora di notte la tiene accesa, chi sta in un ufficio luminoso no, e nessuno dei due disturba l’altro.
Viene salvata sia nel browser sia sull’account: il browser la applica subito, il profilo la conserva per la volta successiva e per gli altri dispositivi. E non tocca in alcun modo il sito pubblico, che continua a mostrarsi ai visitatori esattamente come prima.
No, ed è una scelta. Esiste una preferenza di sistema che i browser espongono ai siti con la media query prefers-color-scheme, e sarebbe stato facile agganciarla.
Il problema è che le due cose non coincidono quasi mai. Chi lavora con il sistema in chiaro vuole spesso la bacheca scura per le sessioni lunghe, e chi ha il sistema scuro a volte preferisce l’area di lavoro chiara quando sta valutando dei colori. Un interruttore esplicito ti lascia decidere, mentre l’automatismo cambierebbe l’interfaccia sotto le tue mani al tramonto.
In parte, e preferiamo dirlo con precisione. La dark mode WordPress copre l’area di amministrazione vera e propria: menu, tabelle degli elenchi, pagine di impostazioni, metabox e tutto ciò che è costruito con il markup del core, cioè la gran parte di quello che guardi ogni giorno.
Le schermate che un plugin disegna interamente per conto proprio mantengono il loro aspetto. È deliberato: forzare uno sfondo scuro su un componente pensato per fondo chiaro produce badge illeggibili, pallini di stato invisibili e grafici indecifrabili. Leggibile e un po’ incoerente batte coerente e rotto.
Nel personalizzatore stai giudicando l’aspetto del sito pubblico, non della bacheca: un’interfaccia scura tutt’intorno falserebbe la percezione dei colori che stai scegliendo.
Elementor invece impone ai propri pannelli uno sfondo chiaro. Sovrapporci un tema scuro darebbe testo chiaro su fondo chiaro, cioè testo illeggibile: meglio non applicarla che applicarla male. Esiste anche una classe per escludere altre schermate, se un plugin che usi si comporta allo stesso modo.
No, avviene sul posto: nessun ricaricamento e nessun lampeggio bianco tra una schermata e l’altra. Il pulsante è sempre raggiungibile in basso a destra, con sole o luna a seconda dello stato, e c’è anche una voce dedicata nel menu della barra di amministrazione.
La preferenza vale anche sulla pagina di accesso, che è poi quella dove il contrasto sbagliato dà più fastidio. E le animazioni rispettano l’impostazione di sistema per il movimento ridotto.